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Mongolia, Nepal, Mustang, una villa abbandonata in Italia

“Probabilmente il migliore epitaffio di Gengis Khan, che era stato il giovane Temujin, l’ha fatto scrivere lui stesso su una stele del 1219:

«Porto gli stessi cenci e mangio lo stesso cibo dei miei palafrenieri. Considero il popolo come un fanciullo e tratto i soldati come fossero miei fratelli. I miei progetti sempre concordano con la ragione. Quando faccio il bene, ho sempre cura degli uomini. Quando mi servo delle miriadi di miei soldati, mi pongo sempre alla loro testa. Mi sono trovato in cento battaglie e non ho mai pensato se c’era qualcuno dietro me. Ho affidato il comando delle truppe a quelli in cui l’intelligenza era pari al coraggio. A chi era attivo e capace ho affidato la cura degli accampamenti. Agli zotici ho fatto mettere in mano la frusta e li ho mandati a sorvegliare le bestie».”

Fu tumulato nella sua steppa e sopra la sua tomba vennero fatti galoppare centinaia di cavalli: ed è ancora lì, da qualche parte, sotto il Grande Cielo Azzurro.

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“La Mongolia è uscita da poco più di un decennio dal lungo tunnel del regime comunista filo sovietico. Gli anni delle purghe staliniste sono stati tremendi: gran parte dei monasteri buddisti è stata distrutta e i monaci trucidati o deportati in Siberia. Il periodo post-comunista è stato altrettanto difficile: sono venute meno le garanzie sociali offerte dallo stato con la “classica” conseguenza dell’aumento della disoccupazione. Il paese per tirare avanti deve contare sugli aiuti internazionali. La vita è dura sia per chi vive in città che per i pastori delle campagne. Ad Ulaan Batar migliaia di bambini orfani vivono per strada rifugiandosi nel sottosuolo durante i gelidi mesi invernali, i salari sono bassi, anche se la situazione sta lentamente migliorando. Nelle campagne le temperature toccano punte di 50 gradi sottozero e i nomadi rischiano di perdere il bestiame, unico mezzo di sopravvivenza in una terra selvaggia dove è impossibile qualsiasi coltivazione.”

Alzi la mano, chi ha il coraggio di “vedere” come sarà la sua eredità, a 50 anni dalla sua scomparsa, meglio riposi in pace …

“Quando tutto è transitorio, lo è anche la ricchezza, e il denaro si rivela solo un’illusione. Da qualche parte in Italia, inghiottita da una macchia verde dopo decenni di incuria, abbiamo scoperto una villa milionaria abbandonata durante il nostro viaggio del 2021. Abbiamo esplorato la proprietà invasa dalla vegetazione per saperne di più sulla vita e sulla scomparsa dei suoi ricchi residenti. In questo episodio, ci avventuriamo all’interno non solo di una, ma di due antiche ville abbandonate, per dimostrare che tutto è transitorio, anche la più grande fortuna.”

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