Il volto invisibile del destino umano
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Nella lente del cristiano, indagando si scopre: i “dadi” di Dio, taroccati dall’uomo

Nella lente del cristiano, l’indagine è tutta un’altra cosa

Investigare con occhio da cristiana

Per chi è nato sotto un regime comunista, ma fu battezzato ed è cristiano a tutti gli effetti, il mondo è “letto in chiave cristiana”, ed è tutto molto chiaro, limpido il perché delle cose in generale ed anche in particolare.

Chi è stato ingannato in mille modi con la propaganda dei tempi, è capace di leggere tra le righe di ogni documento.

C’è sempre il discorso tra la PREVIDENZA UMANA e la PROVVIDENZA DIVINA, sempre … Ernesto Cardenal aveva scritto molto su questo.

Se un cammino è bollato da Dio, sarà ostacolato finché vuole dagli uomini, ritarderà di anni, generazioni, ma non sarà mai FERMATO, avanza: a volte con gambe da atleta, a volte con gambe da bambino, lattante ai primi passi, il padrone del tempo è sempre Dio. Chi aiuta, avrà la sua ricompensa, chi ostacola, altrettanto. Le decisioni di Dio sui Suoi giudizi, sono insindacabile, solo la Madonna e suoi santi possono in qualche modo lenire, ritardare l’evento: ma mai senza una conversione TOTALE.

La Signora di tutti i popoli

Perché Dio giudica tutto leggendo il pensiero dei nostri cuori, oltre i fatti stessi da prendere in considerazione. Molti si fanno avanti nel aiutare, ma con secondi fini, altri perché vogliono subito uno scambio di favori, un po’ da mercenari. Con Dio questo non funziona. Se è passato il tempo, secondo i vostri calcoli, non conoscete il SUO di orologio. I Suoi, minuti – non sono del nostro sistema …

A Giovanna d’Arco, francese, Dio ha detto che non ama l’invasione, l’invasore; ama anche l’invasore come nazione, a casa sua però, inglesi. Ognuno deve stare a casa sua, non invadere, uccidere gli altri. Le nazioni che invadono le altre, hanno davanti al tribunale divino tanto da spiegare.

Può una nazione cambiare il suo atteggiamento dalla mattina alla sera? No! Può una nazione incamminarsi verso il suo stesso bene, certo! Quando iniziamo  quel <<primo passo verso l’umiltà e vera onestà>>, quando ci si rende conto che ogni tranello, ogni laccio e ogni oppressione verso lo straniero, povero, orfano, che abitano <<sotto la tua tenda>>, sarebbe a dire sul tuo territorio come nazione, sul tuo territorio come Comune, Municipio, Regione – tua stessa casa, lavoratore per te, paga le tue tasse … Allora qualcosa cambierà nel destino che PENDE sopra ogni nazione. Ho detto PENDE, perché PENDE come nel aspettare il segnale del tipo: adesso. Adesso questo evento accade, è il SUO tempo, è la sua ora.

Quando Dio guarisce, quando Dio perdona, nessuno può mettere nulla sopra. Se Dio è con te, chi tra gli uomini potrà stare contro di te? Se tu sei una nazione onesta, tratti con onestà tuoi stranieri, non gli maltratti, non gli sfrutti … non hai nulla da temere. Diversamente se ti comporti al contrario.

Non può esservi amore senza giustizia, Santo Giovanni Paolo II

Ci si illude pensando che se il giudizio non accade SUBITO, Dio non c’è, Dio non vede. Questa è la mentalità del ladro comune, dei assassini più comuni, che per non dire altro, hanno anche il crocifisso al collo, frequentano la chiesa, pagano, donano anche alla chiesa qualcosa, cercando di addormentarsi la coscienza con questi “regali”.

In verità, i dadi di Dio, l’uomo gli tarocca, così alla prima sentenza arrivano in coda ad essa tutte le altre del disbrigo burocratico, investigativo, depistaggi e non allungarci troppo – una scia di delitti forse peggiori da quello iniziale. Tutto ed esclusivamente per TAROCCARE una verità, che, gira quanto vuoi, SPUNTERA’ sempre come l’alba. Non puoi fermare l’alba, arriva sempre. Il Tarocco è la notte, l’oscurità, la menzogna, il tradimento, la falsità nella tua dichiarazione, l’omertà nel non aver prestato soccorso per tempo, aver visto e non voler riferire …

Tutte le litanie della menzogna dei nostri tempi, hanno radici lontanissime.

Il ladro si fida della sua scaltrezza, furbizia nei metodi, andrà <<tutto bene>> nella vendita del rame per oro, basta patinarlo di un piccolo strato di oro sopra, lo vendo a qualche anziano con la promessa che farà un bel regalo ai nipoti, <<non confidare a nessuno>>, perché è un affare – tutto tuo, ti consiglia. E forse chi grida da mattina alla sera che ha da <<venderti un ambo, un terno SOLO PER TE, perché tu arricchisca>>, lui ha sì, DA VENDERE A TE, cioè, PAGAMI e poi ti dico … solo a te e <<ad altri milioni di creduloni>> … Ma voi, che siete saggi, perché non rispondete: <<Se tu hai questi ambi, terni>> perché non vai a giocare tu quei ambi e terni vincitori, chiudi la baracca e non ci rompi dalla mattina alla sera?

Solo per te, tu sei il fortunato, il grande, il più degli altri, sei il vincitore di … questo perché vogliamo dentro per dentro sentirci privilegiati, più degli altri.

Agli occhi Dio questa è cosa riprovevole, perché sarebbe a dire che io faccio una classifica, una scala dei “miei” valori, opportunità, ambienti sociali, comodità, facile-facile … Siate onesti con voi stessi: che gusto ha la vittoria se siete entrati dalla porta dei favoritismi, amici e raccomandati da, con la risposta al test d’ingresso in tasca, avendo copiato solo la risposta regalatavi da … magari pagata a caro prezzo.

Cosa se ne fa una società che rispetta l’uomo, la dignità della persona, con dottori che hanno studiato la medicina solo il buon Dio lo sa come hanno passato l’esame, avvocati che meglio perderli che averli conosciuti, funzionari pubblici che imbrogliano e non riconoscono l’evidenza. A cosa serve pagare una simile categoria di adagiati alla poltrona. Basta girarsi e sentire la voce della gente comune, scendere in piazza e sentire, nel mercato e sentire, nei ospedali e sentire, nelle chiese e prima di entrare sentire …

Non se ne può più … La gente non si fida più … L’inganno è diventato un laccio che impedisce al bene di andare avanti e ricordando le parole di qualcuno che sapeva il suo: <<L’ascensore sociale in Italia è fermo dagli anni ‘70>>  sappiamo tutti benissimo che non “grazie” a Dio.

Se si favoriva, si favoriva qualcuno, ma arrivare a favorire una classe in blocco, senza avere in cambio che disgrazie e mancanza di qualità ad ogni livello, suona male.

Mi auguro che finalmente cambi direzione … Non lasciamo la qualità delle persone al piacimento delle intelligenze artificiali: quelle macchine non partoriscono figli, non danno baci e abbracci come la vostra madre, non vi allattano, siate saggi nel saperle usare voi a loro, per non piangere troppo tardi. Perché una fabbrica grande che sia, potrà essere costruita, ma una nazione deve essere partorita da esseri umani.

Il denaro è fatto per SERVIRE non per GOVERNARE. Quando il denaro governa è decisamente un tirano, perché non ha cuore. La parola pietà, perdono, misericordia sono degli esseri umani, non vanno usate nei istituti bancari.

Bastano la diffamazione di una persona, di una società e tutto cambia, tutto crolla in un attimo. Anche se tutto fosse falso, la caduta può essere mortale. Vittima di un malinteso? Oppure il risultato di manipolazioni a tavolino? A nessuno interessa la verità della vittima. Oggigiorno si rischia la pelle, non più perché si inganna e manipola la verità, ma perché si proclama la verità stessa. Rischiamo di diventare <<colpevoli>> per aver detto la verità, perché la privacy tutela. Alla fine tutela solo il male.

Pensavo tra me e me, quante leggi sono veramente giuste e tutelano la dignità della persona? E se ci sono, chi può obbligare qualcuno che vengano anche rispettate? E sto ancora ad analizzare …

Mi apro una serie di indagini sui problemi finanziari causati da terzi – il perché – nel ambito della chiesa, tra i grandi fondatori ed i loro oppositori dello stesso ambiente. Sentirete cose impensate, eppure la verità va detta sempre.

Quando il cavallo si fa trascinare dal carro

<La religione deve costituire una forza trasformatrice della vita dell’uomo nel suo mondo. Quindi la Chiesa non può accontentarsi di entrare in scena quando altre forze hanno già dato la loro impronta alla vita moderna. La sua deve essere una forza potente che contribuisca alla configurazione stessa della vita>.

(J.A. Gomez).

Spunti dagli scritti del MONS. Alessandro Pronzato

“Una forza trascinatrice non può limitarsi ad “agganciarsi”, opportunisticamente, al momento giusto (se pur ci riesce …), quando non c’è più nulla da rischiare. Una forza trasformatrice non può restarsene a vedere – magari giudicando e sentenziando ed esaminando con sospetto i frutti prodotti  da altri – stando prudentemente al di fuori della mischia.

A un protagonista non è consentito entrare in scena – magari a riscuotere applausi – quando l’azione è già terminata e il sipario calato, mentre lui se n’è sempre rimasto rannicchiato dietro le quinte.

Già. Gli apostoli, il giorno di Pentecoste, non si sono accontentati di non lasciarsi travolgere dagli avvenimenti. Ne sono stati protagonisti attivi e sorprendenti.

C’è un unico modo per non lasciarsi “superare” dagli eventi, per non esserne tagliati fuori. Ed è quello di crearli.

E il palco lasciamolo pure ai personaggi coreografici che non si sono mai sporcati le mani …

Il deserto fiorisce nella pazienza

Aver pazienza non  significa “tutto è inutile … non c’è niente da fare”. Non vuol dire “ doveva andare a finire così …”, ma “ il bello deve ancora cominciare”.

Il cristiano, uomo di una fede provata nella pazienza, è uno che non si arrende, non si dà per vinto, neppure nella sconfitta. Quando tutto sembra perduto, lui non perde la pazienza.

La pazienza non ha limiti – secondo quanto si afferma banalmente, come non ha limiti la speranza. Giacomo, d’altra parte, fissa il limite della pazienza … fino alla venuta del Signore!

L’uomo della pazienza accetta i ritardi, il buio fitto, le contraddizioni, i rifiuti. Ma non li considera come “parola ultima”, definitiva, sentenza inappellabile. Li vede nella prospettiva della provvisorietà.

Ad ogni smentita della realtà, ad ogni delusione, ad ogni incidente sgradevole, ad ogni veglia interminabile, ad ogni assurdità, il credente armato di pazienza, non se lo lascia saccheggiare. Investe tutte le risorse ed energie in pazienza interminabile.

Allorché le cose non vanno nella direzione bramata, il paziente le fa andare verso la realizzazione imboccando la strada più costosa e lunga: quella, appunto, della pazienza.

Il deserto fiorisce nella pazienza.

La pazienza va dunque collocata all’inizio di ogni impresa, allorché tutto resta da fare. Si comincia con la pazienza. Si prosegue con la pazienza. E si porta a termine un’opera nella pazienza.

La pazienza è la capacità di ricominciare sempre da capo. Il paziente è uno che non ha mai finito di cominciare. Il coraggio sarà bene che ce lo mettiamo in testa, non sta nel cominciare, ma nel ri-cominciare.

L’entusiasmo iniziale non basta. Occorre lottare contro il pericolo maggiore: lo scoraggiamento. E la pazienta costituisce l’antidoto indispensabile contro lo scoraggiamento.

“Non dimenticate che il pugno, una volta, era una mano aperta e delle dita” (Yehudah Amihai) …

La Lettera a Diogneto, antico testo cristiano del II secolo, traccia così il profilo dei membri del popolo di Dio “disperso” nel mondo: <I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per lingua o abiti. Essi non abitano in città proprie, né parlano un linguaggio inusitato; la vita che conducono non ha nulla di strano … Abitano nella propria patria, ma sono come stranieri; partecipano a tutto come cittadini e tutto sopportano come forestieri; ogni terra straniera è la loro patria e ogni patria è terra straniera>.

D. Bonhoeffer: <Il giuramento getta l’ombra del dubbio su ogni altra parola umana. Perciò esso viene “dal Maligno”. Ma il discepolo in tutte le sue parole dev’essere luce.

Non c’è verità al cospetto di Gesù senza verità davanti agli uomini. Non si può seguire Gesù senza vivere nella verità scoperta davanti a Dio e agli uomini>.

Lanzo del Vasto: <Restrizione mentale: mentire al punto di far credere a se stessi di non aver mentito>. In questo caso invece di ingannare una sola persona, come avviene per la bugia volgare, s’ingannano due persone: me stesso e l’altro.

Una comunità che sia veramente evangelica non deve mai alzare il ponte levatoio. Deve sempre tenere la porta aperta, la luce accesa. Una comunità si rivela cristiana quando non si rassegna alla perdita definitiva di un membro, ma si dimostra sempre pronta a ricercare, accogliere, perdonare, riconciliare. E fa tutti i passi possibili e impossibili perché avvenga il ritorno atteso.

E ci dovrebbe sempre essere aria di festa, non musi lunghi, quando il fratello, lo sbandato, ricompare all’orizzonte (meglio se accompagnato da qualcuno che ha propiziato il recupero). Occorre tener pronta – come nel caso della parabola del prodigo (Lc 15, 11-31) – la musica, la tavola imbandita, non apprestare le munizioni per i rimbrotti, le accuse, le recriminazioni.

Tutti siamo al sicuro soltanto quando nessuno è fuori.

“Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato” (Sal 32,1). Anzi, un mucchio, una “moltitudine” di peccati …

<La maldicenza è una consolazione della mediocrità>.

Dunque, ecco la compensazione, la taglia imposta a chi “ha” di più, a chi “è” di più.

La maldicenza rappresenta sempre un segno evidente di insoddisfazione, disgusto di sé, proiettato sugli altri.

<Nessuno è mai diventato migliore per il fatto che si sia parlato male di lui in sua assenza>

<La maldicenza è un’ingiuria alla maestà del linguaggio> (Lanzo del Vasto).

C’è chi  si giustifica, talvolta, protestando che dice né  più né meno che la verità. Ma, nel migliore dei casi, è una verità senza amore, e quindi sospetta. E poi la verità è diversa dalle chiacchiere futili. La verità, per conoscerla e proclamarla, esige un altro cuore, un altro spirito, un altro atteggiamento interiore.

La verità, per essere costruttiva, vivificante, deve essere detta a viso aperto, e non teme il faccia a faccia con l’altro. Salva sempre, naturalmente, la carità.

Occorrerebbe aver sempre presente questa preghiera indiana: “Grande Spirito, fa’ che non giudichi alcuno/ prima che io abbia camminato nei suoi mocassini / per la durata di una mezza luna”.

I confessori, oggi, non avvertono la gravità del male

Si finge di ignorare che la bocca sta in collegamento stretto con una realtà più profonda. Tutto, infatti, parte dal cuore. La bocca non fa altro che attingere materiale da quella fonte, da quelle profondità. Ed esprime, evidenzia, porta alla luce, una realtà che sta occultata dentro. D’altra parte, fin dai tempi più remoti, si è affermata e dimostrata la concatenazione: peccati di pensieri, parole ed opere (peccatun cordis –oris – operis).

Nella celebre Summa fratris Alexandri (attribuita ada Alessandro di Halès, maestro di Parigi, entrato nell’Ordine francescano nel 1231 o 1232), che contiene un peccato specifico “Sul peccato della bocca”, si riprendono le riflessioni precedenti circa i due poli, il “dentro” e il “fuori”, inserendovi l’elemento fondamentale della bocca. Si ottiene in tal modo la scansione: pensieri – parole – azioni.

Cuore, bocca e mani abbracciano così tutto l’universo della colpa. E allo stesso modo che questi tre strumenti vengono impiegati per offendere Dio, così devono essere utilizzati per riparare la colpa e renderGli grazie. Di fatto, nel sacramento della riconciliazione, c’è il pentimento del cuore, la confessione della bocca e la soddisfazione” delle opere. Esiste, dunque, un’unità intrinseca tra questi tre elementi.

Massimo il Confessore (morto nel 662) osserva con amarezza: <Gli uomini hanno cessato di piangere per i propri peccati e si sono arrogati il giudizio che spetta al Figlio di Dio. Come se fossero senza peccati si criticano a vicenda e a causa di ciò sono condannati. Il cielo è stupefatto e la terra ne è irritata. Gli uomini, però, da insensibili, neppure se ne vergognano>.

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